02/02/10   Caso Raciti, Speziale: “Ribadirò la mia innocenza”

“E' un'emozione bellissima essere intorno allo stadio Massimino. Questo posto, certo, mi fa tornare in mente la sera del 2 febbraio del 2007 che mi cambio' la vita. Ribadiro' sempre la mia innocenza. Se uno e' consapevole della propria innocenza, se ne va a morire per portarla fino in fondo. La mia condanna, quella della resistenza a publico ufficiale, era giusto 'pagarla' e l'ho 'pagata' tutta. Ma adesso, per l'omicidio, voglio ribadire la mia innocenza”. Lo ha detto Antonino Speziale, uno dei due indagati di omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, intervistato da 'Dahlia Tv' in piazza Spedini di fronte uno degli ingressi dello stadio 'Massimino' nel capoluogo etneo. “So che nel calcio stano cambiando molte cose. So che vogliono mettere la tessera del tifoso e a mio parere non e' una cosa corretta. Chiunque abbia commesso errori -ha aggiunto Speziale- ha il diritto di riscattarsi e di poter andare a vedere una partita di pallone. Le persone che vanno allo stadio ci vanno con il cuore. E' un momento di gioia e di felicita' che occupa buona parte di quelle domeniche che per me -ha continuato- non sono piu' le stesse. Senza andare allo stadio non e' piu' domenica”.”Alla famiglia Raciti -ha ancora detto Speziale- dico che dispiace umanamente che una persone muore ma dico anche che l'assassino che stanno cercando non sono io e lo diro' per tutta la vita”.

Alla domanda su come Speziale si senti' nei giorni successivi ai tragici fatti del 2 febbraio del 2007 ha ricordato: “Mi sentii come il mostro di Firenze. Cosi' mi descrisse tutta l'Italia. Mi dissero che avevo gia' confessato e mi dipinsero come un uomo bruto. Tutte cose non vere”. Alla domanda se tornera' allo stadio, Speziale ha infine risposto: “Se me lo permetteranno ci tornero' in maniera civile ed educata”.