13/05/10 Fiaccolata
per due ragazzi arrestati dopo la finale di Coppa Italia
Non c’è solo
Stefano Gugliotta, il giovane arrestato dopo la finale
di Coppa Italia, Inter-Roma, il cui video dell’arresto è
stato mostrato da "Chi l’ha Visto". Il giovane è stato
scarcerato oggi ma resta accusato di resistenza a
pubblico ufficiale
C’è anche la vicenda di due studenti abruzzesi. A
Gessopalena (Chieti) è stata organizzata per domani una
fiaccolata sostegno della scarcerazione dei due
studenti locali arrestati a Roma, il 5 maggio scorso,
sempre dopo la partita.
Emanuele De Gregorio e Stefano Carnesale, entrambi di 19
anni, sono studenti rispettivamente di economia e
farmacia e vivono da pochi mesi a Roma per ragioni di
studio. I due giovani sono rimasti coinvolti negli
scontri all'esterno dello stadio Olimpico.
“Studiano alla Sapienza e non hanno nulla a che fare con
gli ultrà. Sono andati a vedere la partita, ma loro
squadra del cuore è la Juventus. Tutta questa storia è
un’a assurdità», spiega l’avvocato Andrea Cerrone, che
difende De Gregorio insieme a Silvio Rustignoli.
«De Gregorio e Carnesale sono vittime di un equivoco»,
prosegue l’avvocato. «Indossavano degli indumenti rossi
e avevano in mano l’asta di una bandiera. Si sono
avvicinati ai carabinieri per chiedere informazioni
sull’autobus per tornare a casa. I militari li hanno
scambiati per ultrà della Roma e li hanno portati prima
in caserma, poi a Regina Coeli».
Secondo la difesa dei due ragazzi, a far cadere i
carabinieri nell’errore sarebbero stati due fattori. Da
un parte la tensione per gli scontri con gli ultrà a
fine gara. Dall’altra il fatto che i due avessero l’asta
di una bandiera in mano. «L’avevano raccolta per
attaccarci una bandiera dell’Italia durante i mondiali.
I carabinieri hanno pensato che servisse a chissà che, e
per i due ragazzi sono cominciati i guai», prosegue
Cerrone.
I due studenti stanno vivendo un dramma. «De Gregorio
sta malissimo», conclude Cerrone. «È esile e piccolo di
statura. Ha segni sui polsi a causa delle manette. Sta
vivendo un incubo».
Fonte
http://dentrolostadio.corriere.it/2010/05/studenti_non_ultras_in_abruzzo.html