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37 anni dopo, la forza della memoria: Stefano Furlan presente

37 anni dopo, la forza della memoria: Stefano Furlan presente

8 febbraio 2021

8 Febbraio 1984 – 8 Febbraio 2021: Il tempo che passa cancella, il mondo che resta dimentica…Noi no! Il ricordo non svanisce“. Così, i ragazzi della Curva Stefano Furlan di Trieste, dalla propria pagina ufficiale di un noto social network, hanno voluto “salutare” l’anniversario di un tragico evento per la tifoseria alabardata e più in generale per gli ultras italiani. Stefano era un ragazzo come tanti, che l’8 febbraio di trentasette anni fa, al termine di un derby di Coppa Italia tra Triestina e Udinese disputato al “Grezar”, vecchio impianto sportivo di Trieste, si trovò nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Nel post match tra alabardati e friulani, anche se non si registrarono particolari momenti di tensione tra opposte fazioni, si verificò uno spiacevole episodio a causa di una carica delle forze dell’ordine. Stefano si trovò nel bel mezzo dell’azione perpetrata dagli agenti, uno in particolare, che con il manganello si rese protagonista negativo di quella serata.

Il giovane ragazzo giuliano fu colpito ripetutamente e fu poi trasportato in ospedale privo di coscienza, dove spirò venti giorni dopo, lasciando tristezza e rabbia nell’intera comunità triestina. Da quella data, 8 febbraio 1984, Stefano Furlan è divenuto icona degli ultras alabardati, i quali dai gradoni dello stadio “Nereo Rocco” inneggiano sempre al suo nome.
Oggi, 37 anni dopo, quella di Furlan è ancora una ferita aperta, che sanguina senza possibilità di rimarginarsi. Ma dopo tanto tempo, il ricordo è sempre vivo non soltanto a Trieste ma in tutta Italia, perchè la forza della memoria supera ogni rivalità e consente di “unirsi” tutti sotto un’unica bandiera. Una bandiera che non ha colore ma solo il volto d’un ragazzo di 20 anni con la sciarpa al collo e tanta voglia di vivere.